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X Giornata mondiale dei poveri “Il Signore è il rifugio del povero” (cfr Sal 14,6) Domenica XXXIII del Tempo Ordinario – 15 novembre 2026

Le parole del salmista suggeriscono la strada da percorrere per evitare che il grido di giustizia dei poveri sia soffocato
dall’indifferenza o amplificato negativamente dall’ambiente digitale, che spesso alimenta pregiudizi
ed esclusione. Prendendo come spunto le parole del Salmo 14, papa Leone XIV denuncia una
società segnata da crescenti ingiustizie e da una cultura dello scarto che colpisce soprattutto i più
fragili, i quali hanno una particolare capacità di riconoscere l’essenziale e di affidarsi a Dio come
rifugio sicuro.
Nell’incarnazione Dio sceglie di condividere la condizione umana e di farsi prossimo agli
ultimi, per questo i poveri di oggi (coloro che sono privi di casa, lavoro, istruzione, cibo o salute)
devono poter incontrare Gesù Cristo nella testimonianza concreta di noi cristiani e delle nostre
comunità ecclesiali: “[…] i cristiani sono chiamati non solo a cercare rifugio in Dio, ma anche a
farsi in Dio un rifugio per gli altri”.
Nel messaggio per questa giornata il pontefice richiama tutta la società a riscoprire il volto
dei poveri e a riconoscere in essi una presenza che interpella la coscienza personale e comunitaria.
La vocazione della Chiesa è quella di essere “povera e rifugio per i poveri” e per questo è
importante non solo assistere chi è nel bisogno, ma occorre anche ascoltarne le attese, condividerne
le speranze e riconoscerne la dignità. Proviamo a interrogarci come credenti se realmente “siamo
segno di un Dio che è rifugio per i poveri? Se arriviamo là dove si trovano i poveri e se ne
condividiamo le attese? Se la nostra carità riattiva e sostiene in loro il desiderio di giustizia e di
riscatto?”.
Il Santo Padre sottolinea l’esempio di San Francesco, del quale quest’anno ricorre l’ottavo
centenario della morte: il Povero di Assisi a Roma si fece mendicante tra i mendicanti per
condividere la loro condizione. Un gesto ancora attuale che invita tutti noi a camminare con i poveri
e non soltanto a parlare di loro.